Mercato del lavoro in Sardegna. Rapporto 2010
autore: AA.VV
editore: Cuec
anno: 2010
categoria: aspetti e problemi della Sardegna
lingua: Italiano
confezione: Brossura
peso: 510 g
prezzo: €  14.00
note: Studi sul mercato del lavoro
a cura di Maria Letizia Pruna
249 pagine

“Siamo al secondo Rapporto sul mercato del lavoro in Sardegna. Il 2009, di cui ci occupiamo in questo volume, sarà ricordato a lungo come l’anno della crisi, esattamente come è accaduto per il 1929, il 1973, il 1992. Questa crisi ha mostrato i primi effetti sul mercato del lavoro già sul finire del 2008, e nel 2009 ha dispiegato tutta la sua forza: l’impatto è stato pesante e non sembra esaurito. Come mette in evidenza Fabrizio Carmignani nel capitolo dedicato all’impatto della crisi, il mercato del lavoro della Sardegna ne risulta quasi stravolto. Oltre alla perdita di migliaia di posti di lavoro – 20mila in media tra il 2008 e il 2009 – e alla precarietà che ha investito ogni ambito di lavoro formalmente stabile, la crisi ha provocato uno shock nelle oscillazioni stagionali dell’occupazione che prosegue fino ad oggi e potrebbe durare ancora a lungo. Sorge perfino il dubbio – e lo sottoponiamo ai lettori – che il modello della stagionalità sia stato definitivamente alterato, e che l’ampiezza inedita dei picchi trimestrali di crescita e riduzione dell’occupazione – arrivati a toccare valori di 50-60mila unità in aumento e in riduzione nell’arco di pochi mesi – possa rappresentare la nuova forma che la stagionalità del lavoro ha assunto nella nostra regione, l’unica in Italia in cui si è manifestato un fenomeno simile. […] Il Rapporto 2010 contiene alcune novità che ampliano la prospettiva di analisi del mercato del lavoro. Il volume inizia infatti con un capitolo dedicato alla dinamica demografica nel paese e nella regione, e descrive i principali cambiamenti della popolazione in una prospettiva di lungo periodo e negli anni recenti. L’impressione complessiva che si ricava dall’analisi è che i nodi demografici stiano venendo al pettine: l’Italia, e la Sardegna in particolare, hanno un tasso di fecondità molto basso da molto tempo, associato ad una aspettativa di vita costantemente in crescita. L’esito combinato di questi fenomeni si traduce in un calo tendenziale della popolazione, un invecchiamento consistente e un impoverimento demografico dovuto ad un ricambio generazionale lento e parziale. […] È soprattutto la disoccupazione giovanile e femminile a mostrarsi di nuovo – come nei decenni trascorsi – la più grave ed estesa. […] Il quadro è indubbiamente fosco, e tuttavia non sono state individuate finora né politiche organiche né misure specifiche per contrastare questo fenomeno, che ha assunto ormai dimensioni seriamente preoccupanti.”


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