Valeria. La città perduta
autore: RENATO GRUDINA
editore: Domus de Janas
anno: 2011
categoria: storia
lingua: italiano
confezione: brossura - illustrato
peso: 450 g
prezzo: €  20.00
note:

Sardegna romana

formato 15x21

185 pagine


Nel II secolo d.C., Claudio Tolomeo, matematico e geografo alessandrino, cita, in un“itinerario sardo” contenuto in una sua opera geografica, la polis di Valeria. Oltre al nome e alla localizzazione, Tolomeo non riferì altri particolari su questa cittadina sarda, di cui le nebbie del passato ne hanno offuscato perfino il ricordo. Dopo tanti secoli di oblio, la cosiddetta “questione Valeria” arriva, nel 1800, all’attenzione degli studiosi e diviene oggetto di una curiosa disputa: alcuni la ritengono inesistente e la liquidano presto come un errore di copiatura effettuato dagli amanuensi nelle trascrizioni postume del testo tolemaico; altri, al contrario, ritengono valida la menzione dell’antico geografo e formulano ipotesi tra le più varie e contraddittorie, che l’autore del libro esamina con dovizia di particolari. A risolvere l’enigma non aiutano neppure la geografia, la situazione urbanistica della Sardegna romana e le scarni fonti storiche che, escluse pochissime testimonianze, risultano fortemente lacunose ed incapaci di dare risposte soddisfacenti ai quesiti di fondo: la città di Valeria è storicamente esistita? Quale fu la sua esatta ubicazione? E quando scomparve? Il libro, frutto di un’attenta rielaborazione e di un significativo ampliamento della tesi di laurea dell’autore, parte dal presupposto che la citazione di Tolomeo sia veritiera ed attendibile e si pone l’obiettivo, forse ambizioso ma non del tutto infondato, di formulare oggi, a distanza di oltre milleottocento anni dalla prima notizia e a poco meno di cinquecento anni dai risultati cui pervenne il geografo Giovanni Fara, qualche attendibile ipotesi sull’esatta ubicazione dell’antica cittadina sarda di Valeria. L’autore analizza, con piglio sicuro e con una ragionata riflessione personale, le fonti più attendibili, valutando attentamente sia le impronte e i segni lasciati dal passato romano nella pianura campidanese prossima a Cagliari sia le teorie più accreditate di tante generazioni di storici della Sardegna.





 


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