Alenu 'e radichinas
autore: LUCIA PINNA
editore: Ethos
anno: 2011
categoria: letteratura in lingua sarda
lingua: sardo-italiano
confezione: brossura
peso: 200 g
prezzo: €  12.00
note:

Testo a fronte in italiano tradotto e curato da Giovanni Dettori

Intervista a Lucia Pinna a cura di Bachisio Zizi

formato 13x20

138 pagine


 Alenu 'e radichinas, così pervaso dal respiro di una totalità umana e poetica, sembra scritto oggi, e invece quasi quindici anni ci separano dalla stesura di questi canti in lingua nuorese che, scandendo il fluire del tempo, danno voce a sentimenti e valori che stenterebbero a trovare espressione compiuta nella lingua dotta nazionale. Il nuorese di Lucia Pinna, prima di essere un repertorio di termini variamente combinati, è un mondo folto e brulicante di grazia, di passioni e di sacralità. Lucia Pinna ha resistito a lungo all'assedio affettuoso e premuroso di parenti e amici che, presi dall'incanto di quella "brage viva" tenuta a lungo sotto la cenere, ne sollecitavano la pubblicazione: ha ceduto solo quando ha avuto il sopravvento la sua natura generosa che la porta ad aprirsi agli altri con lucidissimo affetto. Resta la vaghezza poetica di quella "ritenzione" o sospensione del tempo, in cui sembra consumarsi la sofferenza dell'autrice per il distacco dalle sue "spighe diventate pane".

Il senso del libro è racchiuso nelle titolazioni dei tre gruppi in cui sono stati articolati i componimenti: Limbazu 'e s'anima, Oriolos, Sa paragula sono sintesi di un'intelligenza poetica che s'innalza dal genius loci per aprirsi alla pluralità. E Giovanni Dettoti, traduttore e curatore della splendida trasposizione in italiano dell'intero testo, ha "provocato" e sperimentato sul campo queste aperture, con esiti di alto valore poetico. Alunno di Lucia Pinna nel Liceo nuorese, Giovanni Dettoti ama dire che la sua fortunata vicenda letteraria ha preso l'avvio da quell'alto insegnamento. Questo libro vuole celebrare anche la felice fusione degli orizzonti umani e culturali dei due poeti, il cui canto sembra distendersi come un ponte fra il passato e il domani di una verace nuoresità.


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