Cicaras di amori
autore: RAFFAELE PIRAS
editore: Nuove grafiche Puddu
anno: 2010
categoria: letteratura in lingua sarda
lingua: sardo-italiano
confezione: brossura
peso: 453 g
prezzo: €  12.00
note:

 Ciotole d'amore

formato 17x24

144 pagine 


 Che Raffaele Piras si stia avviando a diventare uno dei poeti sardi più prolifici del nostro tempo è fuori discussione: non solo quantità ma anche qualità, attestata dai numerosi premi ricevuti e riconoscimenti tributatigli. Ad un lettore poco attento può sembrare che la sua poesia sia permeata da consistente contenuto pessimistico nei confronti della vita. Ma così non è. È ben evidente il costante richiamo a momenti felici di vita vissuta e l'invito ai giovani (e ai meno giovani) a rispettare la vita in tutti i suoi "aspetti" e a non buttarla via con esperienze devastanti ovvero attentando alla vita di chi ancora non ha avuto l'opportunità di realizzarla appieno. Questo richiamo è sintomo di fiducia nella vita e di esortazione all'ottimismo per chi, nel rispetto delle regole, deve ancora realizzare un suo percorso, (...curri a sa vida e gosa, piciocheddu, prima chi si tramùdit su mengianu...) ancorché egli non abbia potuto goderne pienamente le gioie e le soddisfazioni a causa dei ben noti problemi di salute cui prematuramente e stoicamente è andato incontro. Tutto è reso serenamente sopportabile con l'aiuto di una fede convinta, misurata, mai bigotta e rinunciataria: (...ses Tui o Deus miu, vida divina... est in s'imprassu Tuu sa berafini...). Il costante riferimento a condizioni che partono da un contesto privato, prossimo al poeta, per estendersi a scenari più ampi e a implicazioni collettive, richiama concetti che la lingua sarda – secondo alcuni – non sarebbe in grado di enunciare con pienezza di significato, in quanto non avrebbe termini lessicali atti a descrivere o ad esprimere i sentimenti, i momenti dell'anima, essendo il sardo una lingua "pratica" nata per riferirsi ad azioni concrete, risultato della civiltà agro-pastorale d'origine, quindi inadeguata a rappresentare tutto ciò che materiale non è. Raffaele Piras dimostra che questo assunto non risponde alla realtà, anzi i momenti più alti della sua poesia coincidono con la descrizione di sentimenti e stati d'animo di una delicatezza ineguagliabile che induce alla commozione. Costante è il richiamo alle difficili condizioni di vita dei popoli del terzo mondo dove, in particolare donne e bambini soffrono per fame, malattie e conflitti, tra l'indifferenza generale. Spontaneo e non artefatto è il confronto tra tempo passato e presente: una nostalgia acuta pervade il poeta che vorrebbe riproporre "su connotu" non tanto per sé quanto per coloro che, affacciandosi oggi alla vita, non hanno avuto la fortuna di conoscere tempi quando amicizia, spontaneità, onestà, solidarietà erano concetti che nobilitavano l'esistenza umana: (...ha un senso seguire solchi di antiche impronte...). Infine, ma non per questo meno intensa, è l'ammirazione per la Natura, incontaminata e rassicurante, che ha sempre portato lui e gli amici a viverla con rispetto consapevole e intenso coinvolgimento, aspetto della vita al quale molti giovani non sembrano oggi molto interessati. Certo, i modelli di vita sono cambiati (non sempre in meglio) e dobbiamo prenderne atto. Ma lasciate che questi cambiamenti ci attraversino la pelle senza farci sentire fuori dal tempo, vecchi e inattuali. (Presentazione di Gesuino Murru)


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